Scuola di Gandoli: un paradiso salvato dai genitori, ma frenato dalla politica. «Mensa e palestra: spazi dovuti, ma non voluti»
LEPORANO – Sei anni fa, il plesso scolastico di Gandoli sembrava destinato alla chiusura. Oggi, quella stessa scuola vanta un incremento di iscrizioni che non si registrava da anni. Un vero e proprio miracolo della comunità, nato dal basso: dall’ostinazione e dall’amore delle famiglie che hanno creduto fortemente in quella realtà. Immersa nella meraviglia del bosco, la scuola di Gandoli non è solo un edificio, ma un polmone verde che fa bene alla mente dei bambini (e all’anima dei genitori).

Eppure, a fronte di questo boom di fiducia da parte dei cittadini, la risposta delle istituzioni sembra essere rimasta ferma al palo. Al centro della protesta delle famiglie ci sono due nodi cruciali, fondamentali per il tempo prolungato e la crescita dei piccoli: la mensa e la palestra.
Il gioco delle tre carte sulla mensa
Nonostante le continue richieste, dal Comune non arriva il via libera per l’apertura di un’aula mensa. I bambini, ad oggi, sono costretti a consumare i pasti direttamente in delle classi di fortuna.

«È un continuo rimpallo di responsabilità, il classico gioco delle tre carte», lamentano i genitori. «Ci dicono che la colpa è dei tecnici, che “forse” la struttura non si può usare. Ma la verità è che invece di cercare soluzioni, si trovano solo scuse. E la sensazione, purtroppo, è che le cose si sblocchino solo per chi fa parte della cerchia degli “amici degli amici” del Comune».
La situazione non migliora sul fronte palestra. Le rassicurazioni piovute dall’alto promettevano una risoluzione in pochi mesi, garantendo a chi ha a cuore questo “piccolo pezzo di paradiso” che lo sport sarebbe tornato presto di casa.
Ad oggi, quelle promesse sono rimaste su carta, mentre i pochi membri del Consiglio d’Istituto si trovano stretti nella morsa tra la rabbia legittima delle famiglie e le scarse informazioni frammentarie che filtrano dal municipio “per vie amicali”.
Oltre i colori politici: una battaglia di civiltà
I genitori ci tengono a precisare che il loro non è un attacco ideologico:
«Noi crediamo nella scuola e crediamo anche nelle istituzioni comunali. Ma non possiamo permettere che un bene così fondamentale per la crescita dei nostri figli venga messo nelle mani delle dinamiche politiche o dei favoritismi».
L’appello delle famiglie di Gandoli, e non solo, perché la realtà abbraccia per la maggior parte degli utenti, anche Taranto vista la posizione strategica, un invito alla maturità amministrativa, che si rivolge tanto alla maggioranza quanto all’opposizione: la scuola non deve essere un terreno di scontro elettorale. Chi non è stato eletto non dovrebbe fare a gara a “chi sbaglia di più”, ma dovrebbe sedersi dallo stesso lato della barricata, insieme alle famiglie che in quella scuola ci investono il futuro dei propri figli.
Mensa e palestra non sono capricci o privilegi: sono spazi dovuti. Non da meno, è l’attenzione della manutenzione degli alberi nella sede centrale. Siamo in attesa che vengano messi in sicurezza da non si sa quanto tempo. Insieme ad altre situazioni segnalate che da tempo attendono risposta. I tempi tecnici cozzano troppo con la possibilità che possa accadere qualcosa. E noi, non vogliamo che accada. È tempo che l’amministrazione comunale di Leporano dimostri, nei fatti, di volerli davvero.

Sottufficiale Marina Militare in pensione- fondatore associazione culturale Delfino Blu (1996), promotore per 8 anni consecutivi Premio Città di Taranto, premio rivolto ad artisti, pittori scultori, artigiani, fotografi, provenienti da diversi paesi esteri, premi di poesie. Mostre d’arte varia. Cofondatore blog Blufree. Appassionato da ragazzo di fotografia. Aderisce da anni ad una associazione di Templari (solidarietà e beneficenza)
