Taranto sprofonda nel caos, negato anche il sogno rossoblù: «Ladisa restate, questa città è nostra!»
TARANTO – Sgomento, rabbia e un senso di soffocamento che ormai attraversa ogni quartiere. La notizia del no dell’Amministrazione comunale al progetto L’Edicola Village è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di rassegnazione. Di fronte allo stop a un investimento privato da 82 milioni di euro, la risposta dei cittadini e del popolo rossoblù è un urlo corale: Taranto sta morendo, ma non può e non deve arrendersi.
La fotografia della città, oggi, è impietosa. Taranto vive dentro una paralisi quotidiana: un tessuto economico e lavorativo sgretolato dall’incertezza, strade sommerse dai rifiuti e dalla sporcizia, cantieri aperti che sembrano non finire mai e un traffico costantemente nel caos. In questo scenario di abbandono, per migliaia di tarantini c’era rimasta una sola certezza, un’unica isola di appartenenza e riscatto: il calcio. La passione per la maglia, l’orgoglio per quei colori rossoblù che rappresentano molto più di uno sport.
Il piano della famiglia Ladisa non era un semplice progetto immobiliare o sportivo, ma la possibilità concreta di regalare una svolta a un territorio da troppo tempo punito. Portare strutture, opportunità e sviluppo significava collocare finalmente la Taranto sportiva e sociale nel posto che le spetta di diritto. Un’occasione storica che invece è stata cancellata con un colpo di spugna da una giunta apparsa, agli occhi dei cittadini, drammaticamente incapace di fissare e raggiungere obiettivi reali per la propria comunità.
«Siamo stanchi, non funziona più nulla», è il commento amaro che si rincorre tra le vie della città e nei luoghi di ritrovo della tifoseria. «Ci era rimasto solo il calcio e ci stanno togliendo pure quello».
Da qui nasce l’appello accorato della piazza alla famiglia Ladisa: non andatevene, non spostate gli investimenti altrove.
Perché se è vero che la burocrazia e i palazzi della politica possono chiudere le porte, è altrettanto vero che la città non appartiene alle stanze del Comune. Taranto è dei tarantini. È di chi vive ogni giorno le sue difficoltà, di chi ama la maglia rossoblu e di chi si rifiuta di assistere al definitivo declino del proprio territorio. L’invito al gruppo imprenditoriale è quello di non mollare e di continuare a scommettere su una comunità che ha fame di futuro e che non vuole vedersi strappare via anche l’ultima speranza.
Gianfranco Maffucci

Sottufficiale Marina Militare in pensione- fondatore associazione culturale Delfino Blu (1996), promotore per 8 anni consecutivi Premio Città di Taranto, premio rivolto ad artisti, pittori scultori, artigiani, fotografi, provenienti da diversi paesi esteri, premi di poesie. Mostre d’arte varia. Cofondatore blog Blufree. Appassionato da ragazzo di fotografia. Aderisce da anni ad una associazione di Templari (solidarietà e beneficenza)
