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Il gruppo regionale di Fratelli d’Italia chiede sedute operatorie dedicate per le fratture del femore negli anziani.

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L’obiettivo è garantire agli anziani con frattura del collo del femore un intervento chirurgico tempestivo, nel rispetto del limite delle 48 ore, senza compromettere le altre attività traumatologiche e la chirurgia programmata.

L’iniziativa è promossa dal gruppo regionale di FdI, primo firmatario il vicepresidente del Consiglio regionale e consigliere Renato Perrini, che chiede alla Regione Puglia di istituire sedute operatorie dedicate al trattamento delle fratture del femore nell’anziano, con équipe multidisciplinari stabili e risorse adeguate.

Secondo il gruppo, la priorità di curare tempestivamente un paziente anziano con una frattura del femore è indiscutibile, ma non si può continuare ad affrontare un problema strutturale scaricandone le conseguenze sugli altri pazienti, costretti a subire rinvii e ad attendere ancora più a lungo un intervento già programmato.

La Regione Puglia ha già adottato, con la deliberazione della Giunta regionale n. 266 del 6 marzo 2023, il Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) per la gestione integrata dei pazienti di età pari o superiore a 65 anni con frattura di femore. L’obiettivo di assicurare l’intervento entro 48 ore dall’accesso in ospedale risponde alla necessità di ridurre complicanze, mortalità e conseguenze legate all’immobilizzazione prolungata dei pazienti più fragili.

Tuttavia, come sottolineato nella proposta, la gestione di questi casi assorbe una quota significativa della capacità operatoria degli ospedali, con ripercussioni sulle altre attività chirurgiche. Le fratture degli altri distretti scheletrici possono subire ritardi, mentre gli interventi di elezione, dalla chirurgia protesica di anca e ginocchio alla chirurgia dell’avampiede e all’artroscopia, rischiano di essere rinviati per fare spazio alle urgenze.

Per il gruppo di FdI non è accettabile che il rispetto di una priorità clinica fondamentale si traduca in un progressivo allungamento delle liste d’attesa per tutti gli altri pazienti. Chi convive con dolore, difficoltà di movimento e limitazioni funzionali ha diritto a risposte certe e a tempi di cura ragionevoli. I continui rinvii, inoltre, possono alimentare la mobilità sanitaria passiva, con cittadini costretti a rivolgersi ad altre regioni.

La proposta è quella di integrare il PDTA regionale prevedendo sedute operatorie dedicate al cosiddetto “femore anziano” nei presidi ospedalieri con un numero significativo di casi, sottraendole alla programmazione ordinaria. A supporto, dovrebbe essere garantita un’équipe multidisciplinare fissa, composta da chirurgo ortopedico, anestesista, personale infermieristico e operatori socio-sanitari di sala.

Il gruppo regionale di FdI chiede inoltre alla Giunta regionale di impartire specifici indirizzi operativi alle Aziende sanitarie e ospedaliere, partendo dalle strutture in cui la pressione sulle sale operatorie incide maggiormente sulle liste d’attesa, e di mettere a disposizione il personale e le risorse economiche aggiuntive necessari.

Secondo i proponenti, non basta chiedere agli operatori sanitari di fare sempre di più con le risorse disponibili. Occorre una scelta organizzativa precisa, che riconosca il trattamento delle fratture del femore nell’anziano come un percorso autonomo, con personale e sedute dedicate. In questo modo si può tutelare il paziente fragile e, contemporaneamente, restituire regolarità alla programmazione delle altre attività chirurgiche.

Infine, la proposta prevede un monitoraggio periodico, per ciascun presidio ospedaliero, della percentuale di interventi per frattura del femore eseguiti entro 48 ore, dei tempi di degenza preoperatoria per le altre fratture e delle attese per la chirurgia programmata, con una rendicontazione degli esiti alla competente Commissione consiliare.

Come concluso nel documento, la qualità del servizio sanitario si misura anche dalla capacità di conciliare le diverse esigenze di cura. Con sedute dedicate, équipe stabili, risorse adeguate e verifiche puntuali dei risultati si può rendere più efficiente l’organizzazione ospedaliera, ridurre i rinvii e garantire risposte più tempestive a tutti i cittadini.