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Carosino ai Giochi del Mediterraneo: storia ed eccellenze locali dimenticate nello stand del paese.

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Carosino ai Giochi del Mediterraneo: storia ed eccellenze locali dimenticate nello stand del paese.
A Carosino è stato assegnato uno stand nell’ambito della manifestazione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto. Un’occasione importante per presentare e valorizzare la nostra comunità.
Ma una domanda è doverosa: con quali criteri sono stati scelti i libri e i prodotti da esporre?
Perché, se si vuole raccontare davvero Carosino, mi sarei aspettato innanzitutto la presenza del libro storico “Carosino: sopravvivenze storiche di una comunità”, opera del professor Antonio Cinque, storico locale scomparso tragicamente 21 anni fa.

Un uomo che ha dedicato studi e passione alla storia della nostra comunità e al quale, anni fa, un’altra amministrazione comunale volle dedicare una piazza proprio per riconoscerne il valore.
Eppure, nello stand, non sembra esserci stato spazio per lui e per la sua produzione culturale, mentre è stato portato in esposizione un libro evidentemente particolarmente gradito all’attuale amministrazione.
Lo stesso discorso vale per i prodotti vinicoli: se lo scopo era rappresentare Carosino, perché non dare spazio a tutti i produttori locali, anziché soltanto ad alcuni?

C’è un ulteriore aspetto che rende questa scelta ancora più difficile da comprendere. Carosino è stata proclamata “Città Mariana” anche grazie alla petizione popolare promossa dagli eredi dello storico Professor Antonio Cinque, nata a seguito della pubblicazione del suo libro, “La Chiesa e i miracoli di Santa Maria delle Grazie di Carosino”, opera che il professore aveva ultimato di scrivere proprio la mattina dell’incidente tragico in cui ha perso la vita. Quel volume rappresenta una parte fondamentale della memoria storica e religiosa del nostro paese e avrebbe meritato di essere esposto in uno stand istituzionale dedicato a Carosino.

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Proprio per questo sorprende che sia stato dato spazio a un solo libro, mentre un’opera così significativa per l’identità storica e culturale della comunità non sembra essere stata valorizzata.
Non è una questione personale. È una questione di rispetto della memoria, della cultura e dell’identità di un’intera comunità.
Al sindaco vorrei ricordare una cosa molto semplice: un sindaco è come un padre di famiglia. Un padre non può avere figli e figliastri, né tantomeno dei pupilli. Deve rappresentarli tutti.
La cultura di Carosino non appartiene alla destra, alla sinistra o a qualsiasi altra corrente politica. La cultura appartiene a Carosino.

E proprio per questo sarebbe grave confondere la valorizzazione culturale del nostro paese con le proprie simpatie personali o politiche.
Il professor Antonio Cinque merita di essere ricordato per ciò che ha fatto per Carosino.
Non si contesta il libro di nessuno, si contesta il silenzio sui fatti.
La storia di un paese non si seleziona in base alle simpatie del momento. Si rispetta e si valorizza tutta.

Biagio Cinque