Politica

Ramadan alla Villa Peripato: Taranto non può perdere la propriaidentità

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Quanto sta accadendo alla Villa Peripato è il simbolo di una città che rischia di perdere la propria identità.
Quella che un tempo era una villa frequentata da famiglie e bambini, oggi versa in uno stato di abbandono e degrado, diventando teatro di situazioni che nulla hanno a che vedere con la storia ele tradizioni della nostra comunità.
Negli ultimi anni, con l’aumento della presenza di immigrati, assistiamo a un cambiamento evidente del tessuto culturale cittadino. Le celebrazioni del Ramadan in uno dei luoghi simbolo della città pongono un tema chiaro: l’integrazione non può significare sostituire o mettere in secondo piano le nostre tradizioni.

Chi è in Italia senza averne diritto deve essere rimpatriato. Così come chi commette reati deve essere allontanato senza esitazioni. Allo stesso tempo, è necessario avviare una riflessione seria su politiche di remigrazione, anche su rientro volontario per chi, pur essendo regolarmente presente, non intende integrarsi nel rispetto della cultura del Paese che lo ospita.
Noi siamo per un principio semplice e non negoziabile: chi vive a Taranto deve rispettare la nostra cultura, le nostre regole e le nostre tradizioni.
Non si tratta di discriminazione, ma di difesa dell’identità, della storia e della dignità di una città.

In vista dei Giochi del Mediterraneo, Taranto sarà una vetrina internazionale.
E allora la domanda è inevitabile: è questa l’immagine che vogliamo offrire? Una città degradata, senza controllo e senza identità?
Taranto non può e non deve rinunciare a ciò che è.

On. Rossano Sasso
Responsabile Sud Italia Futuro Nazionale Vannacci
Francesco Battista
Futuro Nazionale Vannacci Taranto