Il ministro Nordio a Taranto: Riforma della Giustizia, le ragioni del Sí
n vista delle imminenti consultazioni referendarie del 22 e 23 marzo prossimi, che chiameranno gli italiani ad esprimersi sulla riforma della Giustizia, presso l’hotel “Salina” a Taranto è stato ospite di Fratelli d’Italia Taranto, il Ministro della Giustizia Carlo NORDIO.
Erano anni che un ministro della Giustizia non fosse presente sul nostro territorio, e la visita odierna del Guardasigilli è testimonianza del grande interesse e lavoro di Fratelli d’Italia per la nostra terra.
Entrato in magistratura negli anni 75-76, magistrato per quarant’anni, la prima indagine importante a cui Nordio si è dedicato è stata quella sulle Brigate Rosse, rischiando la propria vita. Essendosi da sempre dichiarato fiero ed onorato di appartenere alla magistratura, mai si sognerebbe di volerla umiliare, come invece i sostenitori del No sostengono che faccia la Riforma di cui lui è padre.



In una sala gremita che ha accolto calorosamente il Ministro, si è discusso del reale contenuto della riforma e della necessità di cambiare e rinnovare in meglio la giustizia italiana affinché si allinei alle grandi democrazie occidentali.
Un appuntamento pubblico di serio confronto e grande partecipazione, in cui sono state spiegate le ragioni del Sì



Ha introdotto e moderato il coordinatore provinciale FdI , on. Dario Iaia, ma tante le presenze istituzionali politiche presenti, i comitati del Si, i rappresentanti dell’ordine degli Avvocati, della Camera Penale e associazioni di categoria, oltre a tanti amministratori locali, circoli territoriali, iscritti e simpatizzanti di Taranto e Provincia.
Il Guardasigilli Nordio ha spiegato la Riforma nei suoi punti essenziali; essa prevede la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri;
Il CSM non sarà più unico ed elettivo, i suoi componenti laici e togati saranno sorteggiati e non più eletti fra loro; l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare, che dovrà giudicare sugli illeciti dei magistrati definendo le relative sanzioni.
Il ministro ha spiegato che il Governo è disposto ad aprire un tavolo di confronto con l’avvocatura, la magistratura e il mondo accademico, perché questo è solo un primo passo verso una serie di riforme.
Questo referendum può finalmente cambiare un sistema fermo da troppo tempo, il messaggio è semplice: liberiamo la magistratura dalla politica e i magistrati dal giogo delle correnti, restituendo credibilità e fiducia alla giustizia italiana.
La riforma della Giustizia non è né di destra né di sinistra ma semplicemente di buon senso.
Abbiamo un’ occasione storica: lasciare, a chi verrà dopo di noi, una Giustizia libera ed indipendente. Questo referendum è uno dei passi più importanti, forse il più importante.
Andiamo a votare, Si.
Alessandra Boccuni
Foto Gianfranco Maffucci@

