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ESSERE TARANTINI: UNA SCOMMESSA CON LA VITA

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di Pierluigi Lorenzoni

Essere tarantini è una scommessa con la vita.
Una vita che, a volte, è condizionata dal vento: un giorno arriva dall’Adriatico, un altro dall’amico Ionio. E così finiamo per avere le idee confuse, come se le nostre convinzioni cambiassero secondo la direzione del vento.
Sarà vero? Sarà un luogo comune? Boh. Dopo una vita, ancora non l’ho capito.

Mi hanno insegnato che, prima di fare affermazioni, bisogna conoscere la materia. Mi riferisco al calcio, alla nostra amata squadra, ai nostri colori rosso-blu.
E invece c’è da ridere — per usare un eufemismo — quando sui social spuntano tuttologi che non hanno mai respirato l’aria di uno spogliatoio, non conoscono l’odore dell’olio canforato e non sanno nemmeno come si allacciano a croce i lacci di una scarpa.
Ma questa è Taranto… la nostra amata Taranto.

Ci ritroviamo ad aver fallito le tre possibilità di andare in Serie D: campionato, Coppa Italia e playoff.
Una società che ha speso più di un milione e mezzo di euro (e forse anche di più).
Quando non si raggiungono gli obiettivi, è normale farsi un esame di coscienza, capire il perché.

Personalmente credo che per vincere bisogna affidarsi ai vincenti.
Giorni fa ho sponsorizzato Mister Farina (che però ha già un contratto per l’anno prossimo). I soliti “scienziati” tarantini hanno scritto commenti illeggibili… assurdo criticare un mister che ha vinto dieci campionati.
Purtroppo questa è Taranto.

Non ho apprezzato — e non l’ho detto prima per non creare dissapori, per amore del nostro Taranto Calcio — la troppa “libertà” nei locali di divertimento. E qui mi fermo.
Non va bene che “qualcuno”, prima della finale di ritorno con il Gladiator, abbia chiamato giocatori per l’anno prossimo senza interpellare le società di appartenenza e senza aspettare la promozione in Serie D.

Adesso, da quello che leggo, si stanno valutando nuovi mister.
E siccome il calcio è fatto di numeri e non delle parole dei soliti ciarlatani, mi chiedo:
chi ha fatto bene negli ultimi lustri con pochi soldi?
Chi ha fatto plusvalenze?
Chi non ha vinto campionati solo per penalizzazioni, arrivando comunque ai playoff per la Serie B?

I soliti “scienziati” senza curriculum nel calcio lo hanno accusato del certificato medico…
Ma andatevi a vedere i video del responsabile di Sport e Salute: diceva che si poteva giocare allo Iacovone e fare comunque i lavori.
Il dottor Ferrarese disse che si poteva giocare, ma non fino a fine campionato.
Poi, quando la situazione si era tranquillizzata, Mister Eziolino diede il suo ok per il campionato successivo.
Il Comune, stranamente, disse che non si poteva giocare.
Poi arrivò l’americano birraio e, altrettanto stranamente, diedero l’approvazione fino a dicembre.

Nel frattempo, giustamente, Capuano si ritirò perché il programma sportivo non era più chiaro.
E Giove fece lo stesso per mancanza di incassi.

Credo che la famiglia Ladisa, senza esitazioni, debba chiamare Mister Eziolino Capuano, perché è l’unico che può mettere i giocatori in riga e vincere il campionato.

Presidente, a novembre ti consigliai — a te, al mister e al DS — di prendere un grande portiere, premiato come il migliore in Puglia, che sarebbe venuto a piedi a Taranto.
Non mi avete ascoltato.
Purtroppo ho avuto ragione: abbiamo perso 12-14 punti.

Che dire?
Diceva “qualcuno”: chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Ma mio padre diceva anche: non piangere sul latte versato.

Quindi andiamo avanti da spartani, rimbocchiamoci le maniche e andiamo a vincere, con Eziolino Capuano alla guida.