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Ambiente, Perrini (FdI): rivedere limiti emissivi eni non resti un annuncio

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“La complessa realtà industriale di Taranto e i rischi ambientali ad essa connessi richiedono un livello di vigilanza molto alto delle istituzioni. Negli ultimi anni l’attenzione si è concentrata quasi esclusivamente sull‘Ilva, ma Taranto è un ecosistema industriale articolato, ci sono altre attività tra cui la raffineria dell’Eni.

“Ritengo opportuno, pertanto, procedere sulla strada della revisione dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per la raffineria Eni, anticipando la scadenza attualmente fissata al 2034, come auspicato dalla Regione, specie dopo le valutazioni tecniche fornite da Arpa, Ares e ASL Taranto, che indicano come indispensabile la revisione al ribasso dei limiti emissivi per tutelare la popolazione. In un’area così esposta, la tutela della salute non può ammettere deroghe, rinvii o temporeggiamenti.

“Per questi motivi intendo presentare un’interrogazione urgente al presidente della Regione e agli assessori alla Sanità e all’Ambiente, per ottenere un punto dettagliato sulla situazione. Ciò allo scopo di informare il Consiglio sullo stato di avanzamento delle azioni messe in campo verso Eni, insieme alle autorità di controllo.

“Parallelamente, è necessario di fare chiarezza sulla presenza industriale a Taranto. Da gennaio la raffineria è entrata in una nuova divisione, che è Eni industrial evolution, ed è opportuno comprendere, come istituzione regionale, quali sono i reali progetti di investimento, le ricadute occupazionali e lo sviluppo dell’indotto.  Ciò per raccordare la presenza dell’industria con le necessità e le esigenze del territorio. Invece da giorni assistiamo ad un paradosso, come evidenziano molte associazioni di categoria, quello per cui Taranto, pur ospitando la raffineria, registra spesso i prezzi alla pompa tra i più alti della Puglia. Si tratta di una contraddizione che richiede risposte immediate nel rispetto della comunità che ospita l’impianto”.

8 aprile 2026