BRT a Taranto: il “progresso” è fondamentale ma a Taranto costa il verde, ma serviranno davvero alla città?
Taranto assiste con crescente indignazione all’ennesimo attacco al proprio patrimonio verde. In nome del progetto di trasporto rapido BRT, l’amministrazione comunale ha consentito l’abbattimento di decine di alberi, tra cui ulivi e alberature storiche, in diverse aree della città. Una scelta che ha suscitato proteste e richieste di chiarimenti da parte di cittadini, associazioni e forze politiche.
Circa 80 alberi sono stati tagliati nell’area tra via Acton e via Millo, proprio per fare spazio a infrastrutture collegate alla nuova linea di bus rapidi. Tra questi vi sarebbero anche ulivi, il cui espianto è consentito dalla legge solo in casi specifici, come la presenza della Xylella.
Non si tratta di un episodio isolato. Negli ultimi giorni si sono registrati interventi analoghi anche in altre zone della città, tra cui la rimozione di alberature lungo importanti viali urbani come via Mediterraneo e corso Italia e il tentativo di abbattimento di lecci secolari. Tutto questo mentre Taranto continua a soffrire problemi ambientali e climatici che renderebbero il verde urbano ancora più prezioso.
È inaccettabile che, nel nome di una presunta modernizzazione della mobilità, si continui a sacrificare il patrimonio arboreo cittadino senza una visione sostenibile e senza adeguato coinvolgimento della comunità. Gli alberi non sono un ostacolo allo sviluppo: sono infrastrutture naturali che migliorano la qualità dell’aria, mitigano il caldo e rendono le città più vivibili.
Questa amministrazione sembra invece aver imboccato una strada pericolosa, fatta di interventi che rischiano di lasciare Taranto più povera di verde.
Nei giorni scorsi l’assessore Patronelli ha dichiarato che per ogni albero abbattuto ne sarebbero stati piantati due. Ma non si tratta di un semplice calcolo numerico.
Gli alberi abbattuti avevano raggiunto dimensioni imponenti e una folta chioma, offrendo un benessere e un’ombra preziosa ai cittadini dopo decenni di vita. Nessun giovane alberello appena piantato potrà compensare immediatamente questo valore ambientale, estetico e sociale.
Lo stesso errore si è ripetuto in via Dante, dove, per realizzare una pista ciclabile pressoché inutilizzata, sono stati abbattuti alberi secolari. Non siamo contrari alle infrastrutture, ma ogni intervento dovrebbe essere attentamente valutato, pesando pro e contro.
Ci si può davvero chiedere se le linee BRT cambieranno la mobilità a Taranto? Consentiranno ai cittadini, come previsto dal progetto, di attraversare la città in pochi minuti? Se così non fosse, ci troveremmo di fronte all’ennesimo fallimento di questa amministrazione di centrosinistra, in evidente continuità con la precedente.
E non può reggere nemmeno la giustificazione che il progetto è stato programmato dalla vecchia amministrazione scaricando le responsabilità.
Infatti va ricordato che il progetto BRT è stato ampiamente pubblicizzato e sostenuto da ex assessori e da componenti attuali della giunta. In tutto questo è davvero paradossale che debba intervenire sulla questione un esponente di destra mentre stona l’assenza totale di alcuni membri dell’amministrazione, in particolare esponenti di AVS — tra cui l’assessore all’Ambiente — e pezzi del PD che hanno costruito la loro carriera politica proprio sulla tutela dell’ambiente.
Chiediamo con forza:
• massima trasparenza sulle autorizzazioni che hanno portato all’abbattimento degli alberi;
• un piano serio di compensazione e ripiantumazione, con tempi certi e luoghi chiari;
• un confronto pubblico sul futuro del verde urbano.
Taranto non può continuare a perdere alberi in silenzio. Difendere il verde significa difendere la salute, la bellezza e il futuro della nostra città.
Le infrastrutture e la modernizzazione sono fondamentali, ma devono essere realizzate con un obiettivo chiaro e concreto, non in modo fine a sé stesso senza garantire risultati effettivi.
Francesco Battista
Futuro Nazionale Vannacci
