Milano, Maiorano (FdI): “Su Rogoredo solidarietà a poliziotti e a loro famiglie”
“Esprimo la mia piena e convinta solidarietà ai quattro poliziotti dell’Uopi coinvolti nell’intervento del primo febbraio a Rogoredo, ma soprattutto alle loro famiglie, che in questi giorni stanno pagando un prezzo altissimo in termini di ansia, preoccupazione e sofferenza“. Lo dice Giovanni Maiorano, deputato di Fratelli d’Italia. In un contesto “di altissimo rischio operativo, con un soggetto armato che aveva sottratto una pistola a una guardia giurata e aveva aperto il fuoco contro le forze dell’ordine, i colleghi hanno fatto ciò che lo Stato chiede loro di fare: intervenire per proteggere la sicurezza pubblica e salvaguardare vite umane. Siamo tristemente abituati all’atto dovuto e sappiamo che non implica alcuna responsabilità. Tuttavia, ciò che ritengo gravissimo e profondamente sbagliato è il metodo con cui questa notizia è stata gestita”, aggiunge.
“I poliziotti coinvolti — e, con loro, le loro famiglie — hanno appreso dell’avviso di garanzia prima attraverso gli organi di stampa e solo giorni dopo tramite la notifica formale. Significa scoprire dai giornali di essere indagati. Questo modo di procedere non cambia la sostanza giuridica, ma colpisce duramente la dignità personale, familiare e professionale di chi indossa una divisa. Esporre mediaticamente operatori delle forze dell’ordine e le loro famiglie, prima ancora di un atto ufficiale, è un errore grave che non può essere considerato normale prassi. Le famiglie dei poliziotti meritano rispetto, riservatezza e attenzione, soprattutto quando i loro cari sono coinvolti in eventi traumatici e complessi. Come deputato di Fratelli d’Italia e come poliziotto, non posso accettare che chi serve lo Stato venga lasciato solo — insieme ai propri affetti — anche sul piano umano, oltre che professionale. Uno Stato giusto non si limita ad applicare le regole: si prende cura della dignità di chi lo difende e delle famiglie che ne condividono il sacrificio, perché’ senza rispetto umano non c’è autorevolezza istituzionale”, conclude.
Roma, 05 febbraio 2026
