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Sanità, Perrini (FdI): mancano logopedisti nei centri convenzionati con le ASL. 

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 GENITORI COSTRETTI A RICORRERE A PROFESSIONISTI PRIVATI. PERCHÉ NON PREVEDERE UN RIMBORSO?

“Mi scrive la mamma di un bambino affetto da ADHD, un disturbo neuropsichico che comporta un’eccessiva iperattività e impulsività e, quindi, come primo effetto la mancanza di concentrazione. Da due mesi il piccolo era seguito, con buoni risultati, dai logopedisti di un noto e grande centro di riabilitazione pugliese convenzionato con la ASL. Ma da qualche giorno il servizio è stato sospeso per mancanza di personale, ma il paradosso è che i genitori i logopedisti li trovano: privati e, quindi, a pagamento. In alcuni casi con parcelle non facilmente sostenibili su un bilancio familiare per cui, anche a malincuore, i genitori sono costretti a sospendere la terapia sperando di poterla avere dal servizio pubblico.

“È stata proprio questa donna disperata per suo figlio a suggerirmi una soluzione che faccio mia e giro, a questo punto, all’assessore alla Sanità Raffaele Piemontese e al capo dipartimento Salute Vito Montanaro, ai quali ho scritto immediatamente per proporre il seguente quesito: perché non procedere in maniera inversa? Ovvero perché in caso di sospensione del servizio da parte della struttura pubblica o convenzionata dare la possibilità di un rimborso ai genitori dietro presentazione di una fattura. Chiaramente fissando un massimale, in modo che sia garantita la terapia neuropsichiatrica fondamentale per i bambini con disturbi neurologici.”

6 maggio 2025