Tutto il mondo politico è insorto per la morte del bracciante indiano

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Sono davvero commosso: dopo l’atroce morte del bracciante indiano, tutto il mondo politico che conta è insorto. Ovviamente Elly PD, alla quale avranno spiegato cos’è il caporalato ( probabilmente pensava fosse un’associazione di sottufficiali nazisti); sinistra e libertà che è riuscita a fare eleggere l’africano Sumahoro Il re degli sfruttatori di braccianti di colore; e meglio di tutti la CGIL , quel sindacato che spesse volte (diciamo quasi sempre) dà l’impressione di essere più un movimento politico che è un sindacato.

Dal buon vecchio cronista, già 40/50 anni fa ho trattato molte volte questo triste argomento del caporalato: quando qualche furgone stipato di donne andava a sbattere contro un camion e avevamo morti e feriti , o rarissimamente quando qualcuno interveniva scoprendo questo che giustamente è stato chiamato lo schiavismo del terzo millennio.

All’epoca non avevamo africani o indiani quindi sfruttavano…le donne. Alle più giovani il caporale chiedeva anche qualche prestazione…extra se volevano continuare a portare un po’ di pane a casa.

Ovviamente io sono solamente un giornalista e queste cose posso capirle e non capirle : non sono un addetto ai lavori , però vi assicuro che ho sempre avuto per un pensiero nella mia mente sull’argomento: e cioè che il caporalato si svolge sfruttando centinaia o migliaia di persone nei campi, nei campi all’aperto, visibili da tutti e tutti potevano e possono vedere.

Non è un’attività come quella dei cinesi , nascosti nei sotterranei dove vivono mangiano dormono e fabbricano borse finte di Gucci : il caporalato si fa in aperta campagna e tutti possono (se vogliono) vedere. Quindi sono stufo di sentire organizzazioni come la CGIL che si strappa le vesti perché è stato scoperto un caso di caporalato mentre se si vuole il caporalato lo si scopre sempre dappertutto perché fatto sui campi sotto il sole.
Antonio Biella