Forni, siviera, convertitori. Ho lavorato nei reparti peggiori dell'Ilva, questa fabbrica la conosco benissimo. Poi ho scelto un'altra strada, mi sono aperto una partita Iva e sono progressivamente diventato Imprenditore. Alcune delle persone a me più care non ci sono più stroncate da un tumore. Oggi sono un consigliere regionale della Puglia e non dimentico nulla della mia storia personale, sono stato operaio, dipendente, e so che vuol dire perdere il posto di lavoro, ma so anche cosa vuol dire portate avanti un'azienda, e come uomo piango ancora oggi i miei cari. 

Tutto questo mi spinge a fare scelte politiche a volte inusuali, a dialogare con tutti soprattutto quando si tratta del mio territorio. Ma non riesco ad accettare che le guerre interne al Pd e le elezioni politiche del prossimo anno schiaccino e rallentino la vertenza Ilva.

Oggi in aula ho fatto precise richieste: 


1. In merito alla trattativa per la cessione dell’Ilva non mi ritengo soddisfatto  dell’improvvisa accelerata sulla copertura dei Parchi Minerali, ecco perché chiedo interventi ambientali e di messa in sicurezza della fabbrica “immediati” con introduzione delle migliori tecnologie esistenti sul mercato;
2. Sempre in merito alla trattiva ma spostandoci sul Piano industriale, chiedo di fare chiarezza sugli esuberi, perché c’è ancora molta confusione, e chiedo un piano dettagliato Reparto per reparto;
3. Indotto Ilva, altra questione scottante, perchè parliamo di circa 6.000 lavoratori coinvolti e quindi 6.000 famiglie. Numeri importanti. Le imprese dell’ indotto Ilva non sono più in grado di sostenere i costi per garantire la continuità occupazionale a causa, del notevole credito accumulato e per i ritardi nei pagamenti. E parliamo di aziende che pagano tasse e contributi. Nonostante sia stato elaborato, da parte dei Commissari Straordinari, un piano di recupero delle fatture scadute, i tempi di pagamento continuano a registrare insostenibili ritardi. Qui c’è bisogno di un provvedimento da parte del Governo immediato per consentire alle aziende di proseguire la propria attività e garantire il mantenimento dei livelli occupazionali;
4. Infine chiedo deroghe per la sanità tarantina. Il Piano di riordino pugliese non ci ha soddisfatti e non ha preso assolutamente in considerazione le specifiche emergenze di Taranto. Ma voglio andare oltre e oggi non fare polemica su tagli e fondi messi a disposizione, quindi chiedo che dalla regione Puglia parta la richiesta al Governo di una deroga per la sanità jonica.

Su questi temi ho chiesto ai colleghi consiglieri un impegno fattivo. 

 

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