Accelerare la vendita dell’Ilva, altrimenti sarà troppo tardi. Lo stabilimento di Taranto cade a pezzi, le condizioni di lavoro sono pessime, così non si può più andare avanti. Le ultime notizie parlano chiaro: l’ispezione di Asl e Nas nello stabilimento siderurgico ha messo in evidenza “gravi” carenze igienico-sanitarie e strutturali, tali da non garantire le qualità necessarie per la prosecuzione del servizio pasti. Detto in poche parole: chiuse 14 mense. E di qualche giorno prima invece il fermo di una gru dell’Ilva disposto dall’Arpa perché non più sicura. I tecnici parlano di “cattivo stato di conservazione”. Cosa dobbiamo attendere ancora? che ci sia un altro morto, o una intossicazione che colpisca interi reparti? Io conosco bene lo stabilimento di Taranto, perché ci ho lavorato vent’anni fa, e vi assicuro che le cose peggiorano repentinamente. Ecco perché urge un’accelerata sulla vendita, urge che non si perda tempo, urge la decisione dei Commissari, perché l’azienda che tra poco verrà consegnata nelle mani del soggetto vincitore della gara, versa in condizioni disastrose. E già così per recuperarla ci vorranno investimenti seri e lungimiranti.

La settimana prossima sarà discussa in Consiglio a Bari una mozione che ho presentato con i colleghi del Gruppo regionale Direzione Italia, sulla situazione “Taranto-Ilva”. Chiedo un Consiglio Regionale Monotematico per fare il punto su tutti i nodi ancora aperti, ovvero le emergenze ambientali, sanitarie e lavorative che coinvolgono l’intera popolazione. In sede discussione in aula chiederò anche al presidente Emiliano di farsi portavoce con il Governo e pretendere, appunto, che i tempi della vendita Ilva siano rapidi e celeri.

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