Edito da Dellisanti Editore, è stato pubblicato il secondo libro di Francesco Leggieri denominato “Camminando una notte d’estate due”. Vi forniamo, di seguito, la prefazione a cura dell’avvocatessa Tiziana Molendi di Forte dei Marmi, figlia di uno degli ingegneri che progettarono l’Italsider, che ha voluto impreziosire il testo con alcune righe dedicate alla sua infanzia a Taranto.

Mi sento particolarmente onorata di poter presentare anche il secondo libro di Francesco Leggieri.

“Camminando una notte d’estate due”, la nuova creazione di Leggieri che rappresenta una sorta di continuum e di completamento del primo, ricco di nuovi spunti ed argomenti, libro per niente scontato, ma che si legge tutto di un fiato, con avidità.

La prima opera è stato un successo e poiché “squadra fortunata non si cambia”, eccomi ancora qui, anch’io, ancora una volta.

In tantissimi avevano chiesto al giornalista ed amico Francesco Leggieri di cimentarsi in un nuovo libro e lui, giustamente, non si è fatto supplicare e, di buon grado, si è messo all’opera.”Camminando una notte d’estate“presupponeva una conclusione, ci aveva lasciati tutti senza finale e con una storia non ultimata; i profughi vietnamiti salvati nel 1979 dalla Marina Militare italiana, come loro stessi hanno narrato, che cosa fanno attualmente? Vivono sempre in Italia? Hanno realizzato i loro sogni e desideri? Oppure hanno conosciuto anche loro la crisi economica italiana e se ne sono andati?

Nella seconda parte del libro, alcuni nostri amici vietnamiti, trascorsi tanti anni in Italia, ci raccontano come sia stato lo scorrere del tempo per loro, molti si sono realizzati, con sforzi immensi e grande determinazione, diventando parasanitari, medici o manager, dopo aver svolto infiniti lavori, molto spesso, come nel caso di Ly Han Myn, grazie ad una madre che nonostante la vedovanza in un paese straniero, lavorando notte e giorno, è riuscita a far studiare i suoi figli.

Ly Han Myn ha dovuto emigrare nuovamente, questa volta in Francia, lasciando l’Italia con rammarico, quasi vi fosse nato e si sentisse italiano di nascita, ne parla quasi con la nostalgia dell’emigrante, ricordando con nostalgia gli anni in Italia dal 1979 e dintorni.

L’Italia di oggi, ahimè, non è più quella degli anni ’80 e ’90; impera la crisi economica, una forte disoccupazione, in prevalenza giovanile e tante altre problematiche che Taranto ha vissuto prima del resto d’Italia e le vive amplificate, perché Taranto è l’ombelico del mondo, in un certo senso.

Se negli anni passati il termine ‘disoccupato’, a Taranto, stava per sfaccendato, in quanto un lavoro, se avevi intenzione di darti da fare, lo trovavi con facilità, ora ha ben altro senso ( come evidenzia Leggieri in un suo bellissimo racconto nella seconda parte). Anche la crisi economica, per motivi congiunturali, Taranto l’ha vissuta in anticipo, come ha subito un inquinamento esplosivo ed un caso di mobbing senza precedenti (vedi “All’ombra delle ciminiere”).

Ecco fare breccia a Taranto una nuova cultura ambientalista, non strettamente legata al movimento politico, ma fatto da e di cittadini che hanno compreso l’importanza di vivere in un ambiente consono e sano, prerogativa non certo di radicalismi politici. Taranto diventa, a sua insaputa e contro il proprio volere, la capitale del tumore e vede i suoi figli morire di giorno in giorno e non ci sta, orgoglio e dignità come narra il sapiente Leggieri in un suo racconto- riflessione.

I giovani tarantini iniziano a cercare lavoro all’estero, anticipando il grande esodo italiano giovanile, perché ora i disoccupati sono tantissimi e senza speranza, ma non perché siano sfaccendati.

Ma tutti, giovani e non più giovani, non potranno non leggere con commozione nuova o rivivere la Taranto dei tempi di Marche Polle, quando ci si ingegnava a sbarcare il lunario, nel dopo guerra, in tutti i modi possibili e Leggieri traccia il ritratto di quell’uomo rugoso e dall’età indefinibile, con la sagacia che lo contraddistingue , descrivendolo, in pochi tratti, in maniera così incisiva e vera, da far sembrare anche a chi non lo conobbe, una persona del tuo quotidiano, riuscendo a farti vibrare d’emozione e sentire i sapori del tempo e dei luoghi.

Tutti i brevi racconti che ha scritto meritano di essere non solo letti, ma riletti tante volte per sentirti trascinato in quel tempo ed i quei luoghi che lo scrittore Leggieri rievoca.

In Anna ad esempio, attraverso il racconto di incontri casuali di Francesco -ragazzino, traccia una figura che pare stagliarsi davanti ai tuoi occhi, una ragazza un po’ maltrattata, pioniera di tante ragazze sfortunate che si susseguiranno, purtroppo, nei tempi. Leggieri dà prova di maestria, facendoti vedere, con la sua originalità ed ironia, l’immagine di lei, del periodo, dei luoghi, quasi si facesse “un’immersione” indimenticabile.

Non poteva mancare una figura insigne della Marina Militare, istituzione tarantina amatissima dallo scrittore e dalla sua città, nella persona di Franco Papili, signor Comandante, come recita il titolo del suo racconto, regalandoci anche un pezzo della sua vita, raccontandoci di lui.

Tutti piccoli capolavori questi racconti, direi una sintesi riuscitissima dello spirito tarantino che si snocciola e snoda per meandri e stradine, come quelle di Taranto vecchia.

E poi ci sono anch’io, con due miei piccoli racconti, una sorta di testamento morale, dove narro alcuni avvenimenti filtrati attraverso il ricordo, una Taranto vista da una bambina, approdata in quella città negli anni ‘ 70 per non dimenticarla mai. In verità a Taranto sono rimasta di più, mi sono allontanata da lei che ero già una ragazza, ma i ricordi di fanciulla sono rimasti incisi nella mia memoria come fosse ieri ed in questa occasione ho voluto dare spazio a questi.

Ringrazio Francesco Leggieri per avermi dato questa opportunità.

Dalla Prefazione di Tiziana Molendi

La presentazione del libro avverrà il 20 di novembre alle ore 17.30, a Palazzo della Cultura, piano terra, zona Beni Stabili, nell’ambito della rassegna dell’evento dell’associazione Melograno Art presieduta dalla professoressa Letizia Lisi. Graditissima la presenza degli organi di stampa.

 

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