HANNO “VENDUTO” FONTANA DI TREVI

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Sono in fila alla cassa di un supermercato. È l’ora di punta e davanti a me ci sono ben 12 carrelli di normali italiani brava gente: un po’ di pensionati arrabbiati, una mamma lavoratrice impaziente di sbrigarsi, un probabile impiegato che utilizza l’attesa per scorrere il telefonino, due fidanzatini col carrello pieno di bibite gasate e patatine che amoreggiano e mi fanno ricordare Battisti-Mogol (“In un grande magazzino due o tre volte al mese, spingere il carrello sottobraccio a te…). Grande. Persone normali, tranquilli “italiani brava gente”. Brava gente?! Ripenso al burrascoso momento politico, alle mille polemiche incrociate, ai cento voltafaccia, alla rabbia di milioni di connazionali che vorrebbero votare e ne sono impediti dalle regole parlamentari, dalla solita Costituzione “più bella del mondo” quando favoriscè i para-post-comunisti, e da centinaia di parlamentari che pur di non mollare stipendio e potere abbraccerebbero commossi anche lo stupratore assassino della loro madre.

Guardo nuovamente la mia fila alla cassa e mi faccio un po’ di conti sulla brava gente che mi precede e che, sono sicuro, al bar fanno grande sfoggio di indignazione per il livello della classe politica. Bene, di quei 12 compatrioti 3 non hanno votato alle elezioni del 4 marzo 2018. Infatti, partecipo’ solo il 72% degli aventi diritto, quindi più di un italiano su quattro quel giorno aveva da fare o non aveva tanta voglia o non se ne fregava un beneamato piffero delle sorti del paese, di chi li avrebbe il raddrizzate o di chi le avrebbe spezzate del tutto.

Ma il peggio sta per svelarsi ai miei occhi: dei rimanenti 9 acquirenti in fila ben tre, un terzo, hanno votato per il Movimento 5 Stelle, il movimento inventato da un comico passato dal sorriso sulle labbra alla bava alla bocca, e guidato da un bibitaro napoletano senz’arte né parte, infilato a forza in un abito di buon taglio. Voglio dire e ricordare che su 60 milioni di Italiani ben 30 milioni hanno fatto di tutto per inguaiare questo Paese. Comincio a inoltrarmi in un pensiero perverso. Comincio a credere che la democrazia non sia apprezzata da buona parte di questo popolo, che chi non apprezza non merita, eccetera eccetera. Capisco che comincio a essere paranoico, ma capite neanche voi: tutt’Italia da giorni mi inonda di WhatsApp per ricordare che Zingaretti gridava che mai e poi mai avrebbe fatto un accordo coi Grillini e che Di Maio ricordava al popolo che in 7 anni sono stati arrestati 1045 esponenti del PD e che loro (quelli di onestà!onestà!) mai avrebbero fatto neanche una riunione di condominio con cotanti ladri.

Allora un po’ mi incavolo a vedere Di Maio dare la mano – con lo stesso sorriso da 33% ora che l’ha ridotto al 16% – a uno Zingaretti sudato e sorridente con la faccia di chi non sta capendo bene le cose. Un po’ come il bravo attore Ugo D’Alessio nel film nei panni di Decio Cavallo che comprava Fontana di Trevi da Totò. E mi arrabbio di più pensando che Zingaretti sarà pure un Decio Cavallo che pensa di fare l’affare del secolo, ma porca miseria nessuno osi paragonare il bibitaro napoletano al grandissimo Totò!

Antonio Biella