COMITATO PROMOTORE REFERENDARIO TARANTO FUTURA:PORTO E AEROPORTO DI TARANTO- PERCHE’ TARANTO DEVE ANDARE IN BASILICATA

Condividi questo articolo:

Se proprio vogliamo fare un sempio delle grandi potenzialità del Porto e aeroporto di Taranto(perchè oggi l’uno non può fare a meno dell’altro), allora dobbiamo evidenziare che il 40% delle navi che passano per il Canale di Suez non passano per i Porti italiani, ed ogni 400mila container che perdiamo, perdiamo un miliardo di fatturato per le nostre Imprese. Perdiamo mediamente un milione e mezzo di contenitori l’anno. Quindi la perdita di fatturato per le Imprese italiane ammonta tra i due e i tre miliardi di euro,oltre ai 4 miliardi di mancato gettito fiscale.

Solo il Porto di Rotterdam movimenta ogni anno un numero di containers superiore a quello dell’insieme dei Porti italiani, con un impatto eonomico enorme.

Il Porto di Rotterdam, dall’area di 40 km, rappresenta il 3% dell’economia olandese e il 20% dell’economia di Rotterdam, mentre l’Italia ha 7600 Km di coste piene di Porti, al centro del Mediterraneo e solo a qualche migliaio di Km da noi c’è il Canale di Suez, che ha raddoppiato la sua capacità con il suo allargamento.

Ergo: l’Italia meridionale si trova adesso su una strada che da periferia è diventata centrale, dalla Calabria a Taranto.

Abbiamo più di di 4 Km di banchine e dotate di fondali da 14 metri e mezzo a 18 metri, capaci di ospitare le più grandi portacontenitori internazionali che portano fino a 20mila contenitori ciscuna.

Con il Corridorio merci ferroviario strategico da costruire, ad ALTA CAPACITA’, così come progettato, e che presenteremo a Potenza il giorno 8 pv-, al convegno sulla Macroregione, e che vede il collegamento Brindisi-Taranto-Matera-Potenza-Salerno, potremo addirittura collegarci con gli altri corridoi strategici tirrenici ed adriatici , per arrivare al Nord Europa da ambi i lati.

Questo Corridoio, che definiremmo della Magna Grecia, ci porterebbe nel versante orientale ad Alessandropoli, da qui in pochi chilometri a Burgas ed Istanbul.

Il Porto di Taranto non è solo una storia di mare, ma, in Basilicata( giuridicamente considerato), sarebbe un collegamento tra il mare ed i territori interni lucani alle spalle; le attività si metterebbero in fila, si legherebbero le une alle altre, e la fila crescerebbe. L’obiettivo sarebbe quello di far diventare il Porto di Taranto un Porto completamente autosufficiente anche dal punto di vista energetico, impiegando l’industria portuale per il teleriscaldamento della città di Taranto e dei Comuni della costa ionica-lucana.

Questo si chiama economia circolare.

Vari potrebbero essere i progetti. Con le ceneri volanti provenienti dagli impianti all’interno del Porto, e con la stampa 3D, dette ceneri si trasformerebbero in strutture murarie senza cemento. Nel contempo il Porto di Taranto potrebbe essere destinatario dello sviluppo di nuovi materiali per prodotti fabbricati in acciaio. Materiali compositi in fibre rinforzate che sono molto elastici, resistenti e meno costosi dell’acciaio(ecco perchè l’economia circolare deve entrare all’interno dell’ex Ilva).

La stampa 3D ti crea il prodotto finito e certificato, e ti crea velocemente il prodotto di grandi dimensioni su misura e pezzi di ricambio, grazie alla combinazione con robot capaci di saldare gli strati uno sull’altro.

Il Porto di Taranto non deve servire per sole merci, ma dev’essere un punto di approdo di idee(si pensi alla formazione riguardante il mondo nautico e navale in genere).

Il Porto di Taranto va trasformato pienamente in area economica speciale, che può funzionare solo se Taranto passa dalla Regione Puglia alla Regione Basilicata, perchè la concorrenza interna punisce paradossalmente sempre il Porto più importante in favore della forza demografica degli altri territori regionali.

Retroporto di Taranto e terminal automobilistico di Melfi, potrebbero determinare un unicum per la vendita e consegne di auto nuove,nonchè per la riparazione delle auto che escono dalla produzione, con il riciclo dell’acciaio trattati dagli impianti ex Ilva(senza area a caldo) e con la creazione di officine e verniciatori.

Con il Porto e aeroporto ionico, e con le infrastrutture viarie e ferroviarie, come dai ns. progetti, Taranto,Potenza e Matera diventerebbero città policentriche, dove gli spostamenti da luogo a luogo possono essere compiuti non in tempi biblici, ma in poco tempo, attraverso l’aria ponte viaria e ferroviaria Brindisi-Taranto-Matera-Potenza e Salerno. Con l’asse ferroviario ad alta capacità si potrebbe mettere sugli stessi binari anche il servizio ferroviario regionale.

Con il Porto e l’aeroporto di Taranto giuridicamente in Basilicata, certamente la nascente Regione della Grande Lucania, tanto gradita a Gaetano Fiero(ex sindaco di Potenza) e a noi tutti, diventerebbe il centro dell’Europa e del Mediterraneo.

Avv. Nicola Russo