DEPURATORE SAVA-MANDURIA, PERRINI E VENTOLA: SITUAZIONE INSOSTENIBILE, RACCOGLIAMO GRIDO D’ALLARME DEL SINDACO IAIA E SUBITO AUDIZIONE IN COMMISSIONE AMBIENTE

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I consiglieri regionali di Direzione Italia, Renato Perrini e Francesco Ventola, hanno chiesto audizione di Regione Puglia e Acquedotto Pugliese

 

Che nel 2018 esistano in Puglia Comuni non allacciati a sistema fognario, che vanno avanti con gli autospurgo, è assurdo, ma vero. Nel Tarantino è così nei territori di Sava, Manduria e delle vicine marine. Per questo non potevamo restare sordi di fronte all’ennesimo grido di allarme e stanchezza lanciato dai cittadini di Sava e in modo particolare dal sindaco, Dario Iaia, che ha scritto ancora una volta alla Regione per sollecitare soluzioni che sembrano sempre vicine, perché migliaia di volte promesse, ma che poi rimangono sulla carta perché non ci sono adeguate coperture. Le sue parole sono allarmanti: “la carenza del sistema fognario, nella nostra realtà – scrive il primo cittadino alla Regione Puglia e all’Acquedotto pugliese –  è spesso causa di malori nella popolazione, soprattutto tra gli anziani ed i bambini. Segnalo, inoltre, che le stesse percentuali di decessi, per talune patologie, nel nostro paese è superiore a quelle della stessa città di Taranto (è sufficiente esaminare il rapporto ufficiale di mortalità della S.C. Statistica ed Epidemiologia e dell’ASL di Taranto per l’anno 2015, ad esempio)”.

Non possiamo più tollerare una situazione che è diventata emergenziale, non da ora da anni, anche sotto il profilo igienico-sanitario, oltre che ambientale e turistico. Ricordiamo che la zona d’estate è meta di tanti turisti e gli operatori sono costretti a offrire servizi condizioni di grande difficoltà.

Bisogna intervenire anche sul depuratore di Manduria che non è più nelle condizioni di accogliere l’enorme quantità di materiale che viene riversato. Scrive il sindaco: “Impianto oramai obsoleto e non in grado di depurare secondo le tabelle di legge, come da analisi di Arpa Puglia, non trascurando l’inquinamento odorigeno, certificato anch’esso”

Nell’inerzia di chi aveva il dovere di porre rimedio abbiamo deciso di volerci capire meglio e di più, per questo abbiamo chiesto al presidente della Commissione Ambiente della Regione Puglia un’audizione che oltre a sentire metta attorno a un tavolo tutti le parti intestate alla vicenda – assessorati regionali all’ambiente e ai lavori pubblici, enti locali, acquedotto pugliese – per cercare davvero una soluzione sinergica e concreta.