L’OLIO TUNISINO A DAZIO ZERO UN RISCHIO PER I PRODUTTORI ITALIANI, M5S DIRA’ NO

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Il contingente tariffario a dazio zero per l’olio di oliva previsto dall’Accordo di associazione tra UE e Tunisia ha un impatto modesto sulla situazione del mercato dell’UE. Nelle ultime cinque campagne le esportazioni tunisine totali di olio di oliva destinate all’UE erano pari al 4,8 % della produzione media dell’UE dello stesso periodo. Anche dopo l’esaurimento del contingente tariffario a dazio zero, il comparto UE dell’olio di oliva acquista l’olio di oliva tunisino in regime di perfezionamento attivo.

Le misure commerciali autonome a carattere eccezionale[1], nell’ambito delle quali è stato assegnato alla Tunisia un contingente tariffario temporaneo supplementare senza dazio di 35 000 tonnellate l’anno per il 2016 e il 2017, sono scadute definitivamente alla fine del 2017.

 

L’annuncio del Presidente della Commissione del 24 aprile 2018 non riguarda la proroga delle suddette misure commerciali autonome; si riferisce infatti a un eventuale accordo bilaterale e reciproco fondato sull’articolo 18 dell’Accordo di associazione tra UE e Tunisia, che prevede la possibilità di stabilire ulteriori concessioni commerciali reciproche, di cui si devono ancora determinare i tempi e le modalità.

 

Eventuali accordi successivi di questo tipo sarebbero sottoposti all’approvazione sia degli Stati membri, in sede di Consiglio dell’Unione europea, sia del Parlamento europeo.

 

La Commissione segue da vicino la situazione del settore dell’olio di oliva e ne discute regolarmente, ad esempio, in occasione delle riunioni del comitato per l’organizzazione comune dei mercati agricoli e del gruppo del dialogo civile “Orticoltura, olive e bevande spiritose”.

 

[1]     Soltanto 5 055 delle 10 352 tonnellate assegnate nel 2016 nell’ambito del contingente delle misure commerciali autonome sono state importate in Europa.