L’ ISOLA PEDONALE, L’ISOLA CHE C’È.

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L’ isola pedonale a Pulsano è un argomento molto dibattuto a Pulsano specie dopo l’ iniziativa comunale dell’ “ISOLA CHE C’E’”, nel centro storico di Pulsano con attività di intrattenimento per i visitatori, nelle date di Domenica 9, 14-15-16 Settembre.. Su questa scelta si è espresso il consigliere Angelo Di Lena.

“ L’isola pedonale a Pulsano non è ben vista da tutti i nostri concittadini perché cambia l’assetto del traffico del paese creando disagi. L’iniziativa ha indubbiamente dei vantaggi e degli svantaggi. Come tutti sapete le isole pedonali sono aree urbane all’interno della quale viene vietata la circolazione dei mezzi, sia pubblici che privati. La fruizione di questi spazi, ai sensi dell’Art. 3 comma 4 del Codice della Strada, è riservata ai soli pedoni, biciclette (che possono essere escluse solo con segnaletica specifica), veicoli in servizio di emergenza o veicoli utilizzati da disabili. Questa situazione indubbiamente favorisce il movimento dei pedoni e quindi è stata adottata nei centri storici delle città grandi e piccole ed ora anche a Pulsano, ma non delle autovetture. Per questo motivo molti sono scontenti e chiedono di rendere più agevole la circolazione dei veicoli nelle aree del centro.
A questo proposito anch’io credo che bisognerebbe riprogrammare il traffico veicolare perché le soluzioni adottate creano intasamenti e ingorghi. Ad esempio si potrebbe rendere a doppio senso Via Taranto perché ora non ha nessun senso la modifica alla viabilità di via Chiesa, e si dovrebbero creare quindi, prima ulteriori Parcheggi nel centro del Paese, e poi fare i divieti di sosta. Le misure drastiche intraprese dal neo Assessore Marra e dal Sindaco Lupoli , senza logica, tra l’altro tendono a creare ingorghi in paese senza rispettare il codice della strada.
Inviterei quindi l’ attuale esecutivo locale ad avvalersi di figure professionali che possano predisporre un piano del traffico , anche se non obbligatorio nel nostro Paese, senza anteporre, come sempre, gli interessi di pochi”.