SE LO STATO RINUNCIA ALLA NOSTRA SICUREZZA(DA MARGINALMENTE)

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E’ difficile parlare dei fatti di Macerata. Forse la cosa più semplice è l’ovvia condanna del pazzoide razzista che ha impugnato una pistola e ha sparato a casaccio contro immigrati per nulla coinvolti nell’orrendo omicidio –  con smembramento di cadavere –  di una povera ragazzina italiana di 18 anni. Ragazzina uccisa e massacrata da un nigeriano già beccato in precedenza per reati vari, ma libero di circolare fra noi (e di fare ciò che ha fatto).

Ma forse è difficile – in questa Italia di pecoroni – raccontare l’altra parte della storia, ovvero non quella del pazzoide lasciato con regolare possesso di pistola (e anche qui ci sarebbe tanto da dire!) ma quella di un’onda migratoria che ci ha portato non un esercito di pie donne e bimbi affamati, ma in gran parte uomini, giovani, nerboruti e spesso violenti e comunque poco inclini al rispetto delle nostre leggi.

Siccome a dire questo si viene subito bollati per (nell’ordine) “populisti, razzisti, fascisti”, facciamo parlare i numeri del Ministero degli Interni ricordando che Minniti è un buonista-piddino che fa parte del governo buonista-Pd  guidato dal buonista-radical-piddino Conte Gentiloni. La fonte, quindi, non può essere tacciata di essere “populista-razzista-fascista”.

E, allora, diamo i numeri.

Dato fondamentale di partenza: gli immigrati sono l’8,3 per cento della popolazione. Questo esiguo (?) 8,3 per cento riesce a rappresentare ben il 25 per cento della popolazione carceraria italiana. E’ come se dei circa 60 milioni di italiani, ne stessero in carcere l’enorme cifra di 15 milioni. Ma in totale, fra arrestati e denunciati, gli immigrati sono il 28,8 per cento. E per cosa? Sono immigrati gli autori del 55 % dei furti; il 52 % dello sfruttamento della prostituzione e pornografia minorile; il 46 delle estorsioni; il 45 dei furti in abitazione; del 41 delle ricettazioni; il 20 per cento degli omicidi; il 37,5 per cento delle violenze sessuali (1500 lo scorso anno, pari a quattro al giorno). Tutto questo, ripetiamo, viene compiuto dall’esiguo (?) 8,3 per cento di immigrati. Stranamente non ci sono dati sullo spaccio di droga: forse perché è ormai tutto nelle mani della mafia nigeriana?

Già, perché un Paese come il nostro che conta ben quattro potenti mafie, sentiva il bisogno di fare largo ad altre temibili organizzazioni mafiose.

A fronte di questa bella marea di personcine per bene, lo scorso anno lo Stato italiano si è fatto sentire con appena 77 espulsioni per sospetto terrorismo.

25mila immigrati sono stati “scoperti” essere irregolari e, di questi, circa la metà, 12.200 sono stati “allontanati” : termine che non significa niente se non l’invito platonico (quanto inutile) a lasciare il nostro Paese.  Ognuno può immaginare che uso se ne facciano gli immigrati del foglio di via firmato nientemeno che dai questori.

A fronte di tutto ciò, gran parte della politica e anche – purtroppo –  di una parte della Chiesa (quelli che campano coi miliardi dell’accoglienza) insistono a dire che dobbiamo ancora accogliere e poi accogliere. E se Berlusconi annuncia che in caso di vittoria del centrodestra si dovranno rispedire a casa tutti coloro che per legge (sì, proprio così: per legge) non hanno diritto a stare nel nostro Paese, viene irriso. L’ultima barzelletta elettorale è che occorrono cinquemila euro per rispedire a casa ogni singolo migrante. Gli amici di quei signori di Mafia Capitale (ricordare le cooperative rosse di Roma che dicevano che i migranti fruttavano più della droga? Già dimenticato?) sparano cifre pensando che ogni migrante debba essere rispedito a casa con un aereo personale per lui e la scorta. Ma se le navi della Marina Militare andavano bene per portare in Italia mille migranti alla volta, perché non dovrebbero andar bene per un economico viaggio di ritorno?

LA MIGLIORE DELLA SETTIMANA

Non sono un fan di Marco Travaglio, ma la migliore della settimana è la sua. Nella sua rubrica su Il Fatto Quotidiano, “Ma mi faccia il piacere”, sotto l’intertitolo “Scroccopoli”, ha riportato dapprima le parole di Matteo Renzi: “Chi in Lazio vota per il Movimento Cinque Stelle si assume la responsabilità di eleggere uno scroccone che abita in una casa pubblica pagata poco, sette euro al mese”. E Travaglio aggiunge: “Tipo quel sindaco scroccone di Firenze abitava in un bel “pied-à-terre” in via degli Alfani, in pieno centro storico, a due passi da Palazzo Vecchio, gentilmente offerto dall’amico Marco Carrai, che pagava l’affitto al posto suo e poi fu nominato al vertice di Firenze Parcheggi e di Toscana Aeroporti”.

Non risultano repliche.

Antonio Biella